Costruire una grande moschea nel centro città, sì, no, perché? È giusto che le donne di religione musulmane portino il velo nei luoghi pubblici? È ammissibile l’obiezione di coscienza per motivi religiosi rispetto ad alcune leggi dello Stato? Fino a che punto la presenza di culture differenti può modificare i fondamenti della vita in comune? Sono solo alcune delle domande che quotidianamente accompagnano le notizie della cronaca delle nostre città. Non sempre trovano risposte soddisfacenti, quanto piuttosto riduzioni su alcune posizioni spesso ideologiche che non aiutano l’affondo nella realtà dei problemi a cui rimandano. Si resta in superficie. Risultato? La ripetizione fino alla noia di luoghi comuni e l’inaridimento del dibattito pubblico. Dal confronto con queste domande, generate dal fatto che viviamo in società sempre più plurali, tendenzialmente conflittuali, è nato il progetto Conoscere il meticciato, governare il cambiamento promosso da Oasis con il contributo di Fondazione Cariplo.

Il progetto, avviato lo scorso settembre, si propone come un percorso di ricerca articolato in issues diverse indagate da gruppi di giovani ricercatori esperti in aree disciplinari differenti. Questa l’originalità: sono giovani filosofi, giuristi, teologi, esperti di politiche internazionali, massmediologi, sociologi che grazie a un’interazione trans-disciplinare, insieme produrranno idee e contenuti nuovi per leggere appunto i processi e tensioni che avvertiamo sulla pelle. Questi gli ambiti indagati: secolarizzazione, domanda antropologica e nuove forme di religiosità; fondamentalismo e violenza; religioni, media e comunicazione; dialogo islamo-cristiano; libertà religiosa e di espressione; l’idea di Europa e il mondo musulmano. Ognuno di questi temi, preso singolarmente, è già stato oggetto di indagini parziali, ma l’idea cardine del progetto è di formare un nucleo di persone che li percorra tutti, per offrire una visione sintetica dell’intero processo di meticciato. Inseriti nella rete internazionale di rapporti di Oasis, possono beneficiare del confronto con il contesto globale, in particolare attraverso gli esperti invitati, come già nel primo evento pubblico all’Università Cattolica di Milano. L’ideale obiettivo non sarà rispondere (solo) alle domande di cui sopra, ma rilanciarne ancora altre, iniettare nuovi contenuti nel contesto dello spazio pubblico, aumentare la curiosità e condividere la ricerca. Per concorrere alla costruzione della vita buona comune e alla rimessa in moto dell’irrinunciabile amicizia civica, per citare due espressioni care al fondatore di Oasis.

 

Due ragazze all’evento “Cristiani e musulmani alla prova della secolarizzazione” [foto: Martina Ferro]

 

Il progetto è stato realizzato con Fondazione Cariplo, tra le realtà filantropiche più importanti del mondo con oltre 1000 progetti sostenuti ogni anno per 144 milioni di euro e grandi sfide per il futuro. Giovani, benessere e comunità le tre le parole chiave che ispirano oggi l’attività della Fondazione: «Dalla coesione tra le persone parte la nostra piccola rivoluzione – sono parole di Giuseppe Guzzetti, Presidente della Fondazione Cariplo – perché ciascuno dia il proprio contributo per fondare il futuro della nostra società su quei principi di solidarietà e di innovazione sociale che sono alla base dell’operato di Fondazione Cariplo» #conFondazioneCariplo.

 

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